Alessandro, ristoratore Down: «Così ho realizzato un sogno»

Alessandro Batzella, 28 anni, è diplomato all'istituto Alberghiero di Monserrato e adesso dirige le operazioni nella sala dell'“Antica locanda”, aperta insieme ai genitori
Alessandro Batzella, 28 anni, è diplomato all’istituto Alberghiero di Monserrato e adesso dirige le operazioni nella sala dell’“Antica locanda”, aperta insieme ai genitori

San Sperate. L’unico vezzo che si permette sono gli occhiali: montatura rossa e stanghette blu. Per il resto, è impeccabile. Alessandro Batzella ha già preso confidenza col suo nuovo lavoro: cameriere. La gavetta inevitabile per maturare esperienze e capacità professionali visto che l’ Antica locanda diventerà il suo lavoro, la sua vita.
Alessandro è un ragazzo Down di 28 anni diplomato all’Alberghiero di Monserrato. Studio e impegno. Immensa passione. «Ha bisogno d’altro signore, ha gradito gli gnocchetti?».
IN SALA Si muove sicuro, tra i tavoli, impeccabile nella sua divisa. Camicia candida, gilet e calzoni neri. Gentile e attento ai clienti. Nel giorno dell’inaugurazione conosce tutti i commensali. O quasi. Ha accolto i clienti davanti all’ingresso e poi ha mostrato i tavoli dove sedersi. Per lui si è aperto il mondo del lavoro grazie a mamma Anna e papà Giosuè. Sono stati loro a pensare di aprire l’attività per il figlio. «Io e mio padre siamo soci», spiega Alessandro, «sapendo che a me piace molto lavorare in sala hanno deciso di aprire l’Antica locanda». Alessandro ha già fatto qualche esperienza nel mondo della ristorazione: «Ho seguito uno stage in un bar di Pula e anche in un McDonald’s a Cagliari. Ho imparato a fare il caffè e preparare insalate, ora invece lavoro in sala. Mi piace molto». È veloce tra una portata e l’altra. Ritira i piatti e serve le nuove portate. Non si ferma, va avanti e indietro tra la cucina e la sala, puntuale, preciso. «Gradite altri ravioli?» chiede ai clienti. «é tutto a posto?».
CUCINA SARDA L’“Antica locanda” è stata inaugurata sabato notte ma l’attività partirà a pieno ritmo da venerdì 24. Si mangeranno solo prodotti isolani: pane, salumi e formaggi di Nurri. Pasta fresca e prodotti biologici. I dolci rigorosamente di San Sperate. «Nel 2012 abbiamo organizzato in questo locale una cena di beneficenza, e dopo tre anni siamo riusciti ad aprire l’attività» spiega la madre di Alessandro, Anna Mulas, 69 anni, pensionata. «Era nostra intenzione trovare lavoro per nostro figlio. Ha studiato all’alberghiero perché gli piaceva e voleva continuare nel mondo della ristorazione. Da venerdì ‘attività rimarrà sempre aperta. Con lui lavoreranno una cuoca e un altro cameriere, daremo una mano anche io e mio marito». Alessandro è molto bravo anche nell’uso della tecnologia, per prendere le comande potrà usare il palmare. «Ha già preso gli ordini usando la carta e la penna» ha detto mamma Anna, «ma abbiamo pensato di fargli usare il palmare».
Alessandro sorride: ce l’ha fatta ed è un esempio per tutti i ragazzi speciali che cercano lavoro. Maura Pibiri

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